Artista poliedrico - lo scultore Rolf H o r n - è anche pittore, autore di raffinati acquerelli, capace di spaziare nel suo mondo figurativo dal ritratto alla veduta, dal realismo al fantastico. Questa sua sensibilità per il colore e il disegno si avverte anche nelle sue plastiche per le quali predilige il legno, materiale caldo, e in particolar modo il legno di ulivo che già nella sua naturalità offre decise vibrazioni cromatiche.
Horn ne trae le forme assecondando e valorizzando il disegno delle venature e trasformando il contrasto tra chiaro e scuro in un sapiente gioco di percezione volumetrica.
Nei suoi temi l'artista coniuga il senso critico nei confronti degli stereotipi della nostra società e del nostro tempo con l'accento del suo spirito ironico dotando le figure di una ambivalenza di lettura e di interpretazione. Al realismo della forma corrisponde infatti uno sviluppo polimorfo così che il soggetto non è mai univoco ma contiene in sé altri soggetti. Se la scultura di per sé è tridimensionale essendo forma concreta nello spazio, per Rolf Horn è anche trifacciale poiché ad ogni lato l'opera può svelare una nuova ed imprevedibile sembianza e dunque una svolta narrativa.
Così nell'ancora col serpente, le spire dell'animale sono anche le maglie della catena; nella figura del toro dalle grandi corna slanciate è contenuto anche un volto femminile piangente, come piangente è il retro del cuore trafitto dal pugnale.
Soluzioni argute ma al tempo stesso di una fantastica inventiva e capacità di sintesi a cui corrisponde l'efficace espressività surreale che l'artista attribuisce alle sue opere. Forme che appaiono evolversi in continuum sotto il nostro sguardo e ricordo quale esempio la bellissima dinamica con cui risolve la figurazione dei "quattro elementi" vitali dove lingue di fuoco si elevano come mani a trattenere la terra-pianeta; ma anche la poetica doppia configurazione di "Viola d'amore" che da strumento musicale si fa corpo umano.
La rispondenza al vero con cui Horn elabora i propri soggetti rende ancor più intrigante la bizzarria dell'espressività molteplice dei volumi e sottolinea così l'esigenza dell'artista a scavare più profondamente nella realtà rappresentata, non fermandosi all'apparenza ma anzi rivelandone la valenza simbolica.
Roberto Lasciarrea - Firenze, novembre 2010
PRESENTAZIONE DI ROLF HORN
Quando ho incontrato la prima volta il maestro Rolf, ho subito catturato, dalla sua spiccata personalità, quell'intimo mondo dove alberga una sensibilità al limite della drammaticità di un vissuto duro e doloroso che ha lasciato le sue "cicatrici" che con il tempo sono sì, sbiadite, ma non cancellate. Tutto questo bagaglio di esperienze di vita, Rolf ce le comunica a piene mani attraverso la sua arte. La curiosità.
Ecco un'altra sua caratteristica e, quindi, domande, domande, domande. Domande che lui fa a sé stesso, alle quali cerca di dare risposte non facili, da tradurre attraverso l`arte del dipingere e, cosa ancora più difficile, dello "scolpire". Perfettamente integrato nel supporto oggettuale che funge da piano plastico, le sue sculture vivono ognuna irripetibile in un continuo fremito di crescita e di incontri esaltanti.
La materia che predilige, per le sue opere, è il legno, il legno d'olivo, materiale vivo per sua natura. L'opera che riteniamo veramente importante è la "viola d'amore", creata proprio con il suo materiale preferito e che solo guardandola ci comunica vive emozioni. Ciò che conta è il senso della temporalità espansiva che in essa tende sempre a protendersi in avanti, a concentrare nuovi spazi. Sul piano operativo dove sta il Maestro?
Egli sta nell'intimo delle sue sculture, nel loro prodursi, incessante e costruttivo e non in un intento industrioso o calcolatore, bensì in poetiche composizioni di immagini mentali in aperto spazio musicale per il sensibile accordo dei timbri, degli accenti e dei suoni che scaturiscono spontaneamente dalle forme che nascono nel libero evolversi della luce dentro il possente respiro della natura.
Quella natura che Rolf ama, cerca e condivide in quella sua oasi di serenità, felicità, circondato dall'amore della compagna della sua vita. Il suo è decisamente un discorso umanistico, inteso come svisceramento del subconscio dell'uomo. Il gesto ampio e deciso della mano scultorea parla di un temperamento al quale è impossibile porre un freno: egli balza, al di là dell'ostacolo, senza esitazione e senza pentimenti. Vi è in lui la precisa conoscenza di un'anatomia espressiva e spirituale, che garantisce ad ognuna delle sue opere la più assoluta e genuina originalità. Ecco che lo scuro pulsare della storia millenaria dell'uomo è lì dietro, in agguato, pronto a svelarsi secondo il sentimento e la commozione dello spettatore.
Queste opere, per tanti giorni hanno occupato la sua immaginazione, oggettivando una prorompente volontà di fare e che ci introducono, dunque, ad un desiderio dell'artista, rimasto per anni laggiù, in fondo alla sua anima, in quella miniera che poteva sembrare irraggiungibile. Così, oggi, ci troviamo di fronte alla purezza di questo desiderio divenuto, finalmente, un mondo tangibile.
Giunge adesso il momento di scoprire il Rolf pittore. Pur restando fedele ad una base tradizionale che sottintende la serietà del suo impegno, l'artista si evolve in un vigore compositivo del tutto personale, rendendo vivi e palpitanti anche i soggetti più comuni che acquistano linfa vitale per esprimere, liricamente, in aspetti trascendenti il loro reale. Un reale con brividi emotivi e sogni, passioni che popolano l'intimo mondo della sua ispirazione artistica. Alla base delle sue allegoriche figurazioni, rinveniamo precisi contenuti alla concreta realtà oggettiva che, costantemente, sollecita la sua fantasia creativa. La struttura generale di ciascuna figurazione è sempre inserita in uno spazio pittorico organizzato per piani efficacemente rilevati dalla incidenza costruttiva dei fondi cromatici.
Una realtà che recupera lŽinvenzione dinamica dellŽidea di natura, caratterizzata da una carica di libertà interiore. Da uno slancio aperto.
Un mondo di sensazioni segrete e dirompenti, di apparizioni improvvise dove è acuto il senso del rapporto tra il rapporto uomo-natura, dove esprimere con estro ed emozione, non è una prerogativa di tutti gli artisti, ma soltanto di coloro che possiedono manualità ed ispirazione poetico-pittorica. Nulla è lasciato al caso, anzi Rolf opera in una chiave meditata, riuscendo a portare alla ribalta, una dose lirica di pathos.
Roberto Lasciarrea
Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana
Curriculum del critico
Roberto Lasciarrea nasce a Tripoli (Libia) il 13 ottobre 1946.
Vive a Firenze dal 1950. Geometra, è direttore del cantiere relativo al restauro degli affreschi del Vasari e Zuccari nella cupola di S. Maria del Fiore.
È iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 1992. Nello stesso anno si laurea e inizia la sua collaborazione con la testata giornalistica "La Nazione".
Dal 2001 scrive, per una casa editrice fiorentina, guide biennali dal titolo 1000 volte Firenze, Firenze shopping, Firenze non solo shopping fino al 2008-2009.
Ha collaborato con P.F. Listri alla collana dei dizionari, editore Le Lettere: Dizionario dei Macchiatili, Dizionario di Firenze, Dizionario di Prato, Dizionario della Toscana, Collabora con la rivista della Misericordia "San Sebastiano" dal 1997.
Scrive, inoltre, su "Toscana Reality". Nel 2004 è insignito dell'Onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
2004 pubblicato con Luciano Artusi il libero: "Campane, torri e campanili di Firenze"

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